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Goleador Nobile: “I miei gol importanti se aiutano la squadra”

Tripletta da sogno per Francesco Nobile, salito a quota 7 gol stagionali in maglia Melzo.

Così l’attaccante biancazzurro nel post partita contro il Di.Effe Academy: “Siamo partiti bene, ma non abbiamo ancora fatto niente. Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo. Personalmente sono contento per come ho iniziato. I miei gol sono importanti se aiutano la squadra, si spera di continuare cosi. La tripletta di oggi arriva perché ho anche una squadra dietro che mi mette sempre in condizione di fare gol”.

Stefano Corvino, esordio a 16 anni


Sedici anni all’anagrafe, ma con quel carisma e grinta che gli hanno fatto conquistare il posto nei titolari del Melzo.

Stefano Corvino, primo torneo in biancazzurro dopo la stagione passata in maglia Pozzuolo, è una delle tante note liete di questa prima parte di campionato. Nonostante appunto la giovane età, in mezzo al campo rappresenta già un riferimento.

Riferimento approvato da mister Tonino Grossi, che in lui vede molta qualità, lasciando da parte la carta d’identità, aspetto che non ha mai preso in considerazione preferendo far parlare il campo: “È un onore avere tutta questa fiducia da parte del nostro allenatore – racconta Corvino -. Spero di ripagarlo quotidianamente”.

“Il gruppo del Melzo è semplicemente fantastico, questo è senza dubbio uno dei nostri segreti che spiega il buon avvio. Ci sentiamo davvero uniti come una famiglia. Qualità personali? Dribbling e l’essere sempre ostinato”.

Corvino ha ancora tanto futuro davanti, e un po’ comincia a strizzargli l’occhio: “Spero che il calcio mi possa dare ancora tante emozioni e mi permetta di alzare il mio livello andando a giocare in squadre importanti. Al calcio devo dare ancora tanto sudore ed impegno”.

Mai così tanta gioventù in campo nella prima squadra del Melzo, con mister Grossi si è un po’  ritornati agli anni 80-90, quando gli allenatori davano fiducia ai giovani senza guardare la carta d’identità. E allora benvengano i Corvino e soci..

Mister Grossi: “Fortunato ad avere un gruppo così”

Il post partita del Melzo, sopratutto se vittorioso, mister Tonino Grossi lo dedica sempre ai suoi ragazzi: “Allenamento dopo allenamento mi sto rendendo conto di quanto sono fortunato ad avere un gruppo così. Ho ragazzi sereni ed umili che si mettono a disposizione sempre al 100% del mio staff, e questa è una cosa che per me conta moltissimo. Non è facile allenarsi in ventiquattro giocatori, ma tutti si impegnano costantemente durante la settimana”.

Grossi poi aggiunge: “La classifica non ci interessa, il nostro primo obbiettivo è sempre stato  quello di voler creare un buon gruppo, e su questo siamo a buon punto. Cosa mi è piaciuto del successo di oggi? Vedere un ragazzo quarantenne come Luca Gorbani correre e vincere tutti i duelli contro avversari di 18/20 anni, sacrificandosi per la squadra. Così come mi è piaciuto vedere la gioia nel volto del presidente Paolo Lamberti e del vice Cosimo Lomazzo a fine partita”.

L’assist man Nenna: “Sensazione bellissima. Continuiamo così”

Nella vittoria di domenica a Sesto San Giovanni, non avrà segnato ma è come se lo avesse fatto.

Luca Nenna ha messo lo zampino in tutti i gol del Melzo con ben tre assist che hanno mandato a segno Taverna, Pattarini e Beverina: “Certo, preferirei esultare anche io per una rete, ma aver fatto tre assist decisivi è una sensazione comunque bellissima”, dice.

“Il lavoro con mister Grossi procede benissimo, si sta creando un buon gruppo. A me chiede semplicemente di aiutare la squadra facendo quella corsa in più per aiutare il centrocampo, senza dimenticare di divertirmi e cercare il gol”.

Adesso, ricerca della continuità: “Dobbiamo proseguire nell’impegno in allenamento, per arrivare carichi la domenica in partita”, chiude Nenna.

Domenico Lomazzo: “Ai portieri chiedo personalità, Melzo tappa importante”

Tra i tanti cambi di staff e calciatori, Domenico Lomazzo ne è rimasto sempre indenne mantenendo la grande passione che lo spinge nel ruolo di preparatore dei portieri: “Ormai sono a Melzo da cinque anni e mi sento uno dei più vecchi qua dentro. Ho sempre ricoperto questo ruolo che adoro, e mi sento legato a questa società dove mi sono sempre trovato benissimo. Qui mi hanno dato l’opportunità di guidare i portieri in autonomia dopo anni di apprendistato, e mi piacerebbe aiutare la società a vincere qualcosa”. 

Domenico ha vissuto tutti gli ultimi alti e bassi del Melzo: “Il calcio è un po’ come la vita, un’altalena di emozioni. Non nascondo che la retrocessione dell’anno scorso, però, mi brucia ancora tanto. Ma trasformeremo questa rabbia in voglia di rivincita”.

Il portiere è un ruolo delicato, spesso decisivo. Che qualità servono tra i pali? “Innanzitutto ci vuole personalità – prosegue -. Io ad esempio però voglio anche portieri che sappiano impostare dal basso perché il calcio moderno richiede questo. Poi è importante saper leggere le situazioni di gioco e comunicare. Modelli? Ad oggi Magnain del Milan ha dimostrato di essere un top nel ruolo, così come Courtois. Per me il migliore in assoluto resta però Gigi Buffon. Non dimentichiamo che la scuola portieri italiani resta quella più formativa al mondo”.

Negli ultimi due anni, Domenico Lomazzo ha avuto in spogliatoio Totò Grossi come calciatore. Adesso è il suo nuovo mister: “È stato un grandissimo numero 9, le reti segnate parlano per lui. Adesso però ha voltato pagina, e da questi primi allenamenti ho capito che ha tutte le carte in regola per farsi un nome anche come allenatore”.

Grossi pronto al debutto: “Questa squadra già mi piace”

Sempre dietro un pallone, con l’area di rigore come habitat naturale: il gol la sua adrenalina, le vittorie di squadra il pane quotidiano.

Tonino Grossi inizia però adesso una nuova vita professionale, sarà lui ora ad insegnare ai giovani come farsi rispettare sul rettangolo verde: “Devo ammettere che dopo quarant’anni con un pallone sempre tra i piedi, passare dall’altra parte della barricata è dura – ammette il nuovo mister del Melzo -. Ma è quello che volevo fare, ho lo stesso entusiasmo di quando giocavo”.

La nuova stagione 2022/2023 è ufficialmente partita col raduno e primo allenamento biancazzurro al “Buozzi Stadium”, dove mister Grossi ha potuto finalmente vedere il gruppo all’opera: “Il lavoro di reclutamento fatto col presidente Lamberti e il ds La Valle è stato condiviso. La società mi ha accontentato in tutto per tutto, costruendo una rosa giovane e con molti ragazzi di Melzo. Tieni presente che abbiamo diversi classe 2003, 2004 e 2005 che potrebbero tranquillamente comporre una rosa Juniores, ed invece sono con i grandi. Questa squadra già mi piace”.

Che tipo di calcio proporrà la squadra di Grossi? “Non sono fissato con un’impronta tattica in particolare. Però mi piacerebbe giocare un calcio semplice ed umile”.

La passione biancazzurra di Ercole Donati

Tra i tanti volti nuovi che stanno arrivando dal calciomercato estivo in casa Melzo, non può passare inosservato l’inserimento dietro la scrivania, di una delle memorie storiche di questo club.

Ercole Donati, classe 1949, sarà team manager della Prima squadra nel prossimo campionato di Terza Categoria. Cresciuto in questa città, con la maglia biancazzurra ha vissuto le stagioni più gloriose tra Promozione e Serie D, tra campo e panchina: “Sono motivatissimo nel dare una mano alla società, perché sono ancora un sognatore. E per il mio Melzo sogno un ritorno ai fasti di un tempo, col raggiungimento di categorie più consone alla storia di questo club”, racconta.

Donati, chiusa la carriera da calciatore indossando anche le maglie di Cassano d’Adda, Lodi e Luisiana, ha frequentato poi il corso per allenatore al fianco del compianto ma indimenticabile Massimo Bellugi, dove il nostro nuovo team manager si è classificato terzo in graduatoria.

“Ho racimolato tanta esperienza come tecnico nei settori giovanili di Melzo e Giana Erminio, ho contribuito alla nascita della Melpum Calcio, e collaborato nel settore tecnico del Mons. Orsenigo. Metto la mia esperienza a disposizione di mister Grossi ed i suoi ragazzi”.

 

Focus Luca Nenna: i sogni da calciatore, i sogni da uomo

Intervista a tu per tu col giovane attaccante che fa spola tra Juniores e prima squadra del Melzo

La doppia vita calcistica di Luca Nenna, da un anno a questa parte ormai, è fatta di spole: il sabato con la squadra Juniores e spesso il giorno dopo convocato anche con la prima squadra biancazzurra.

Per il Melzo il giovane attaccante classe 2003 si divide più che piacevolmente, a seconda delle esigenze dei tecnici. Luca non fa mancare mai impegno e soprattutto gol, come già avvenuto anche nell’attuale stagione in Seconda Categoria con mister Omini.

“Inizialmente è stato difficile ovviamente abituarmi alla prima squadra quando venivo convocato – esordisce Nenna -. Con i grandi e più esperti di me era una bella sfida, che mi dava molte complicazioni. Col tempo, però, sono riuscito ad ambientarmi e adesso non sento più questa differenza”.

Luca, che vede nella sua caratteristica migliore quella dell’individualità tecnica, ha la giusta testa sulle spalle per sapere quanto lavoro ha ancora davanti a se: “Devo migliorare nella continuità, a stare all’interno della partita per tutta la durata dei 90 minuti. Per un giocatore, un attaccante nel mio caso, è opportuno essere sempre sul pezzo dall’inizio alla fine: non si può sapere se il pallone buono possa arrivare subito, oppure all’ultima occasione del match. Per questo da piccolo ammiravo tantissimo Filippo Inzaghi, un centravanti che incarna perfettamente questo pensiero”.

Questa è l’età dei sogni e dei progetti, delle speranze e delle ambizioni: “Da calciatore mi piacerebbe giocare in una squadra professionistica o semipro, ovviamente sarebbe un sogno giocare in Seria A. Mentre da futuro uomo, è quello di avere una bella famiglia e fare un lavoro che mi piaccia”.

Nenna, come tantissimi suoi coetanei sparsi nel mondo, ha vissuto il terribile ciclone della pandemia da Covid-19 che ne ha frenato inevitabilmente la gioventù: “È un grande rimpianto tutto quello che è successo. Oltre ad aver visto tanta gente morire, tanta disperazione attorno a noi, ha influito molto sulla nostra crescita. Abbiamo perso anni che nessuno ci ridarà indietro”.

Anni difficili gli ultimi due, adesso costellati da un’altra angosciante disavventura terribile qual’è il conflitto che sta seminando terrore in Ucraina: “La guerra porta solo disperazione, non c’è niente di buono in quello che sta succedendo, stanno morendo molte persone senza alcun motivo. Porto e porterò sempre dentro di me i valori che mi ha trasmesso la famiglia. L’amore e l’aiuto al prossimo è uno di questi. Come si può voler ancora oggi una guerra?”.

Paciletti bis: “Entusiasmo contagioso da questa società”

Tra i confermati del Melzo per la prossima stagione 2021/2022 non manca Samuele Paciletti, energico trascinatore del gruppo l’anno scorso, in un’annata difficile, complessa e purtroppo interrotta anticipatamente a causa della pandemia.

“Cosa mi ha convinto a rimanere biancazzurro? Il rinnovato entusiasmo di questa società, che ha una gran voglia di fare bene – commenta -. Inoltre c’è voglia di riscatto. Quella che sento fortissimamente anche io”.

Paciletti non vede l’ora di tornare a correre e dare indicazioni in mezzo al campo: “La voglia alla soglia dei 33 anni è sempre quella di un bambino che sogna e non vedo l’ora di riprendere, con la convinzione e la determinazione che servono per ottenere grandi risultati degni di una piazza come Melzo”.

Si ripartirà con mister Forcisi in questo cammino nel torneo di Seconda Categoria: “Personalmente non lo conoscevo, ma è un allenatore giovane che ha ottenuto in passato ottimi risultati ed ha tuttora tanta voglia di fare bene. Parlando con lui inizialmente, e confrontandoci ormai quasi tutti i giorni, ho capito che viaggiamo sulla stessa lunghezza d’onda – prosegue Paciletti -. Abbiamo entrambi una mentalità vincente e lo aiuterò trasmettendola a tutti, soprattutto ai giovani della rosa. Prendendo per esempio la nostra Nazionale agli Europei: di certo sulla carta non era la più forte di tutti, eppure ha dimostrato che con il cuore e la fame si possono ottenere grandi soddisfazioni”.

La voglia matta di mister Milazzo: “Alla ripresa daremo il massimo”

Da oltre due mesi il calcio dilettantistico è fermo a causa della seconda ondata legata al Covid-19, con tante incognite sulla ripresa.

In casa Melzo, nonostante tutto, si è continuato a lavorare in vista di questa tortuosa stagione 2020/2021 che, nonostante l’avvio incerto, avrebbe ancora tanto da dire.
Massimo Milazzo, allenatore della Prima Squadra, conta i giorni che lo separano dal rientro sul rettangolo verde insieme ai suoi ragazzi: “Ho dentro me una voglia matta di riprendere perché il calcio per me è tutto e mi dedico esclusivamente a quello. Per questo gli ultimi mesi di stop mi sono pesati tantissimo. Ovviamente vista la situazione, è giusto avere timori ed agire in sicurezza”.

Come direttore generale questo è il suo pensiero: “Ci preme che anche i piccoli riprendano l’attività quanto prima, è importante che tornino a socializzare col calcio. Tutti i mister fino allo stop avevano svolto un grandissimo lavoro, dagli Juniores ai Pulcini. Teniamo parecchio al nostro Settore Giovanile”.

Il suo Melzo ha ancora qualcosa da dire in questo campionato che, sicuramente, si concluderà in maniera anomala: “Con la società durante questa pausa ci sono stati dei contatti per il mercato, e vedremo solo alla ripresa se ci saranno eventuali nuovi innesti per la Terza Categoria. Nel cammino fino ad ottobre abbiamo incontrato varie difficoltà perdendo giocatori importanti per strada, adattandone altri in un ruolo diverso per necessità, inserendo obbligatoriamente dei ragazzi della Juniores vista l’emergenza. Non è stato facile, anche se non cerchiamo giustificazioni”.

Mister Milazzo traccia la strada: “Le dieci o quindici partite che ci faranno giocare le disputeremo tutte col coltello tra i denti, come chiedo sempre ai miei ragazzi. Credo molto nel gruppo, so quali sono le sue potenzialità: ho un legame extra-calcio con loro, di grandissima stima e rispetto sia umano che professionale. So che non mi deluderanno e sono convinto che cercheremo di arrivare più in alto possibile. Il passato è passato, testa bassa e lavorare. Credo in loro sia come uomini che come calciatori”.