Il presidente dell’Unione Sportiva Melzo 1908, Paolo Lamberti, rivolge queste parole ai piani alti del nostro calcio.

“Adesso basta: che parli uno solo per tutti e che ci dica cosa dobbiamo fare. Non siete al bar che ognuno dice la sua senza pensare alle conseguenze. Che qualcuno si assuma la responsabilità e parli per tutti. Vorrei solo ricordare che il calcio dilettantistico e giovanile continua a rappresentare il principale movimento sportivo in Italia, dove si contano 1.045.565 calciatori tesserati, per 12.350 società, mentre il numero totale di squadre ammonta a 66.025. Aggiungerei un altro dato espressivo, ovvero quello degli spettatori che si aggira sui tre milioni. Questi sono i nostri numeri e meritano rispetto dato che il vostro caos ci sta mettendo in grossa difficoltà.

Parlo da Presidente di una piccola società che ha 140 tesserati e che ogni giorno si sente chiedere, da parte di tutti, cosa fare e come comportarsi. Immaginate solo quanto sia difficile non saper cosa rispondere. Capisco perfettamente il problema, vi siamo vicini, ma dovete farlo anche voi: aiutateci ha spiegare perché il “distanziamento” sia diverso da sport a sport, perché quelli considerati senza contatto possono continuare e il calcio “organizzato” con lo stesso distanziamento no.

Vi chiediamo chiarezza, la stessa che dobbiamo trasferire ai nostri ragazzi. Ve lo chiediamo per trasmettere almeno un po’ di tranquillità in un momento di grande incertezza.

Come già detto nella mia precedente lettera a cuore aperto, voi cosi ci allontanate dalle famiglie! Questa disorganizzazione è vostra, non nostra!

Finisco facendo una riflessione: state permettendo alle squadre professionistiche di spostarsi in gruppi di 25/30persone, di regione in regione permettendo al virus di muoversi indisturbato anche verso realtà meno contagiate. Vietate però alle società dilettantistiche di giocare nel proprio paese o al massimo in quello vicino dove gli stessi ragazzi si frequentano tutte le mattine a scuola. Anche a voi qualcosa non torna? Già ..”.