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Totò Grossi: “Voglio ripagare la fiducia del club”

Un’altra stagione a Melzo anche per Totò Grossi, esperto bomber di categoria i cui numeri parlano per lui: 103 gol nelle ultime sei stagioni, di cui le recenti due mai completate causa Covid.

“Ho deciso di rimanere perchè mi sento in debito con la società, il presidente Lamberti e Bruna. Mi hanno sempre trattato come un Principe, voglio ripagarli per tanta stima”, dice.

“Ho ancora l’amaro in bocca per la passata stagione, durata solo quattro partite di campionato con una squadra che, secondo me, era forte e poteva crescere molto bene – racconta Grossi -. Dentro me è sempre acceso il fuoco della passione, mi sento come un carrarmato un po’ arrugginito perchè fermo da tempo, ma che al primo colpo è pronto a ripartire”.

A Melzo, in Seconda Categoria, si ripartirà con un nuovo staff tecnico: “Mister Forcisi mi ha colpito fin da subito. E’ un tecnico preparato, di poche parole e soprattutto ha voglia di far ripartire quel carrarmato che è Totò Grossi, dicendomi che è una scommessa anche per lui. Chiudo con due parole su mister Milazzo, lo ringrazio per la tutto il tempo che mi ha dedicato e soprattutto per la fascia da capitano che l’anno scorso mi ha consegnato”.

Paciletti bis: “Entusiasmo contagioso da questa società”

Tra i confermati del Melzo per la prossima stagione 2021/2022 non manca Samuele Paciletti, energico trascinatore del gruppo l’anno scorso, in un’annata difficile, complessa e purtroppo interrotta anticipatamente a causa della pandemia.

“Cosa mi ha convinto a rimanere biancazzurro? Il rinnovato entusiasmo di questa società, che ha una gran voglia di fare bene – commenta -. Inoltre c’è voglia di riscatto. Quella che sento fortissimamente anche io”.

Paciletti non vede l’ora di tornare a correre e dare indicazioni in mezzo al campo: “La voglia alla soglia dei 33 anni è sempre quella di un bambino che sogna e non vedo l’ora di riprendere, con la convinzione e la determinazione che servono per ottenere grandi risultati degni di una piazza come Melzo”.

Si ripartirà con mister Forcisi in questo cammino nel torneo di Seconda Categoria: “Personalmente non lo conoscevo, ma è un allenatore giovane che ha ottenuto in passato ottimi risultati ed ha tuttora tanta voglia di fare bene. Parlando con lui inizialmente, e confrontandoci ormai quasi tutti i giorni, ho capito che viaggiamo sulla stessa lunghezza d’onda – prosegue Paciletti -. Abbiamo entrambi una mentalità vincente e lo aiuterò trasmettendola a tutti, soprattutto ai giovani della rosa. Prendendo per esempio la nostra Nazionale agli Europei: di certo sulla carta non era la più forte di tutti, eppure ha dimostrato che con il cuore e la fame si possono ottenere grandi soddisfazioni”.

La voglia matta di mister Milazzo: “Alla ripresa daremo il massimo”

Da oltre due mesi il calcio dilettantistico è fermo a causa della seconda ondata legata al Covid-19, con tante incognite sulla ripresa.

In casa Melzo, nonostante tutto, si è continuato a lavorare in vista di questa tortuosa stagione 2020/2021 che, nonostante l’avvio incerto, avrebbe ancora tanto da dire.
Massimo Milazzo, allenatore della Prima Squadra, conta i giorni che lo separano dal rientro sul rettangolo verde insieme ai suoi ragazzi: “Ho dentro me una voglia matta di riprendere perché il calcio per me è tutto e mi dedico esclusivamente a quello. Per questo gli ultimi mesi di stop mi sono pesati tantissimo. Ovviamente vista la situazione, è giusto avere timori ed agire in sicurezza”.

Come direttore generale questo è il suo pensiero: “Ci preme che anche i piccoli riprendano l’attività quanto prima, è importante che tornino a socializzare col calcio. Tutti i mister fino allo stop avevano svolto un grandissimo lavoro, dagli Juniores ai Pulcini. Teniamo parecchio al nostro Settore Giovanile”.

Il suo Melzo ha ancora qualcosa da dire in questo campionato che, sicuramente, si concluderà in maniera anomala: “Con la società durante questa pausa ci sono stati dei contatti per il mercato, e vedremo solo alla ripresa se ci saranno eventuali nuovi innesti per la Terza Categoria. Nel cammino fino ad ottobre abbiamo incontrato varie difficoltà perdendo giocatori importanti per strada, adattandone altri in un ruolo diverso per necessità, inserendo obbligatoriamente dei ragazzi della Juniores vista l’emergenza. Non è stato facile, anche se non cerchiamo giustificazioni”.

Mister Milazzo traccia la strada: “Le dieci o quindici partite che ci faranno giocare le disputeremo tutte col coltello tra i denti, come chiedo sempre ai miei ragazzi. Credo molto nel gruppo, so quali sono le sue potenzialità: ho un legame extra-calcio con loro, di grandissima stima e rispetto sia umano che professionale. So che non mi deluderanno e sono convinto che cercheremo di arrivare più in alto possibile. Il passato è passato, testa bassa e lavorare. Credo in loro sia come uomini che come calciatori”.

Il debutto del Pres: “Inizio con sensazioni positive”

Poche ore al debutto stagionale in campionato del Melzo, che vedrà anche l’esordio del numero uno societario: pure Paolo Lamberti, infatti, vivrà la prima di campionato con questo nuovo ruolo.

“Eh sì, è il mio personale debutto da Presidente. Che sensazioni provo? Ho sensazioni positive, avverto un bel clima. In estate col supporto di Massimo Milazzo abbiamo costruito pezzo per pezzo la Prima Squadra, scegliendo personalmente i giocatori: non è stato semplice all’inizio convincere qualcuno di loro a scendere in Terza Categoria, ma la forza del nostro progetto è stato l’apripista”.

Ragazzi che lotteranno sui campi della provincia di Monza Brianza, raggruppamento selezionato per il Melzo, in questo torneo 2020/2021: “È un gruppo giovane, voluto fortemente giovane, perchè abbiamo pensato a gettare le basi sul nostro progetto pluriennale – prosegue il Presidente Lamberti -. Sono contento di ciò che abbiamo costruito finora e delle scelte fatte. Sono tutti ragazzi positivi e vogliosi di crescere”.

Nel mondo del calcio, anzi dello sport in particolare, si vive anche di scaramanzie. E il numero uno biancazzurro ne ha? “Assolutamente no, non vivo per queste cose. Io vivo di lavoro, di progetti da realizzare e cose concrete da portare a casa. Il resto lo lascio agli altri”.

Il Presidente Lamberti a giugno sarà soddisfatto e felice solo se….? “Vorrei vedere le stesse facce allegre e spensierate dei miei ragazzi che sto notando ora a settembre, anche tra qualche mese. E ci metto dentro ovviamente anche il Settore Giovanile. Spero che a giugno ci saluteremo con la stessa felicità con la quale ci siamo conosciuti, compresi i genitori dei più piccoli. L’anno scorso, con la vecchia gestione societaria, forse tutta questa fiducia è venuta un po’ a mancare. Ecco, anche questo sarebbe un grande successo personalmente: dobbiamo ricostruire un’immagine positiva intorno al Melzo”.

“Iniziamo questa stagione di Terza Categoria con tanta voglia di fare bene e farci notare – conclude -. Abbiamo tante idee per il futuro anche con Odemat Service. Purtroppo questo periodo storico legato al Covid-19 ha un po’ frenato tante cose, ma col tempo raggiungeremo e realizzeremo i diversi obiettivi e progetti che ci siamo prefissati. Forza Melzo e buon campionato a tutti!”.

Verso il debutto casalingo – Bocellari: “Ultima vittoria già dimenticata, a questa Coppa ci teniamo”

Il Melzo prepara il debutto casalingo stagionale al “Buozzi Stadium” previsto per domani pomeriggio (fischio d’inizio ore 15:30, diretta testuale sulla nostra pagina Facebook), con una grande voglia di proseguire positivamente il cammino in Coppa Lombardia.

Dopo il successo di Cassina de’ Pecchi sul campo dell’Aureliana, arriva l’ostacolo Volantes, squadra alla ricerca di riscatto dopo aver perso l’esordio contro il Vignareal.

Manuel Bocellari, numero 10 biancazzurro, è concentrato sul pezzo: “L’entusiasmo in squadra è alto dopo la meritata vittoria contro l’Aureliana, ma fin dalla ripresa di martedì scorso abbiamo voltato pagina. Siamo consapevoli di non essere ancora al top della condizione, per questo ci siamo messi subito a lavorare a testa bassa. È stata una settimana intensa, abbiamo provato e riprovato varie situazioni di gioco e sono sicuro che il lavoro svolto porterà tre punti anche domenica. Pian piano stiamo rientrando tutti di condizione – prosegue – e con tantissimo piacere abbiamo rivisto in campo (con differenziato) Frosi e Milazzo, che poco alla volta stanno recuperando dai rispettivi infortuni”.

Melzo che prova ad ipotecare il passaggio del turno (ci sarà poi ovviamente il terzo ed ultimo match giovedì 1 ottobre, sempre in casa) in questa Coppa Lombardia in cui crede molto: “Questo trofeo è sottovalutato da molte società ma noi vogliamo vincerlo a tutti costi e proveremo a farlo fino alla fine. Detto questo, è un cammino anche pieno di squadre fastidiose che cercheranno di tutto per portarselo a casa perchè vorrebbe dire salire di categoria senza vincere il campionato – dice Bocellari -. Noi guardiamo partita dopo partita, domani è il turno della Volantes in casa nostra e siamo pronti a farli tornare indietro con zero punti. Come tutte le squadre che si presenteranno a Melzo d’altronde”.

Un pensiero finale lo dedica all’affiatamento di questo gruppo 2020/2021 dopo quasi un mese insieme: “La squadra è molto unita, me l’aspettavo ma non fino a questo punto. C’è molto affiatamento anche con tutto lo staff, mister compreso. Durante gli allenamenti c’è tanta serietà, i “vecchietti” aiutano i giovani e contemporaneamente i giovani aiutano i “vecchietti”. Quando c’è da arrabbiarsi ci si arrabbia ovviamente, ma appena usciti fuori dal rettangolo verde, riprendiamo a scherzare e a mangiare tutti insieme. Questo sono sicuro che ci aiuterà a vincere tanto, partita dopo partita. Bisogna continuare così fino a fine anno”.

PRIMA SQUADRA – Verso la Coppa, Totò Grossi: “Ogni gara come una finale”

Domenica 13 settembre inizia finalmente la stagione 2020/2021 del rinnovatissimo Melzo, col debutto in un match ufficiale.

La squadra di mister Milazzo, infatti, è attesa sul campo di Cassina de’ Pecchi ospite dell’Aureliana, per la prima giornata della fase a gironi della Coppa Lombardia.

A guidare l’attacco biancazzurro ed i compagni, l’esperto Totò Grossi, uno che ha già alzato più di una volta in carriera questo trofeo regionale: “Non amo vantarmi dei successi precedenti, comunque sì ho vinto la Coppa Lombardia già in altre occasioni, ed è una fortissima emozione arrivare fino in fondo. Rispetto alle altre esperienze che ho vissuto, c’è un filo conduttore che ho ritrovato anche quest’anno a Melzo: tutti, dal mister ai compagni alla società, abbiamo fame di vittorie. È un’ottima base”.

“Nessuno ci regalerà niente, non faccio calcoli particolari in questa fase a gironi – prosegue Grossi -. Dobbiamo prepararci, partita dopo partita, come se dovessi giocare ogni volta una finale. La squadra è giovane ma con gli attributi per poter fare bene”.

Melzo che ha iniziato a lavorare da poco assieme sotto gli ordini di mister Milazzo, e Grossi ha tratto questo pensiero dopo una settimana: “Le mie sensazioni sono di serenità, nonostante i due infortuni che abbiamo patito in pre-campionato. Ma garantisco io che chi giocherà si farà trovare pronto. Sono e siamo vicinissimi ai nostri compagni infortunati, e li aspettiamo il prima possibile perché tutti insieme e con umiltà possiamo competere su tutti i fronti”.

INTERVISTE – Il ritorno di Spinelli: “Bello essere nuovamente qui. Mi aspetto grandi cose”

Dopo gli anni di formazione in Juniores e le esperienze maturate altrove, le strade di Davide Spinelli ed il Melzo si sono ricongiunte quest’estate.

“Ho trovato un ambiente completamente diverso rispetto al passato. Questo progetto è chiaro e ambizioso e la società è una società seria che pensa in grande – esordisce -. Questa è stata la ragione principale che mi ha spinto a tornare e sono molto contento di questa opportunità”.

Davide, dunque, si ripresenta così: “Penso di essere un giocatore più fisico che agile, però allo stesso tempo penso di avere una buona visione di gioco e questo mi ha portato nella mia carriera a ricoprire tutti i ruoli di movimento. Il ruolo che prediligo è la mezzala, però sono a disposizione del mister e della squadra quindi cercherò di dare sempre il massimo nel ruolo che ricopriró”.

Si prospetta una stagione intensa, tra campionato e banchi di scuola (“Devo iniziare l’ultimo anno di fisioterapia all’Università”), per un ragazzo giovane come lui che ha la passione sportiva a 360° amando praticare, tra amici, anche beach volley, tennis, basket e salutari camminate in montagna.

“Da questa stagione mi aspetto grandi cose e l’obbiettivo è stazionare nella parte alta della classifica. Detto questo comunque dobbiamo rimanere umili ed uniti anche nei momenti di difficoltà perché abbiamo un buon gruppo ma non ci verrà regalato niente e dobbiamo guadagnarci tutto sul campo – prosegue Spinelli -. Abbiamo dei buoni giocatori in rosa quindi mi aspetto di partire subito bene però allo stesso tempo penso che miglioreremo con il passare della stagione conoscendoci meglio e facendo gruppo”.

Il gruppo vincente è l’ingrediente di una squadra vincente. Ma come si amalgama perfettamente? “L’ingrediente per una squadra perfetta secondo me è quello di essere ambiziosi ma senza dimenticare di rimanere umili e pensare partita per partita ricordandosi che si inizia sempre dallo zero a zero. Per riassumere bisogna avere rispetto per tutti ma paura di nessuno”.

Spinelli conclude così: “Penso che gli obbiettivi personali siano sempre secondari a quelli di squadra. Il mio cruccio personale sarà quello di provare a raggiungere la promozione, dopodiché, l’obbiettivo personale dipende dal ruolo in cui giocherò: se sarà in difesa sarà quello di subire meno reti possibili, se in attacco sarà quello di segnare più gol possibili e se a centrocampo di gestire il gioco e creare più occasioni da rete possibili”.

A mister Massimo Milazzo la sentenza sulla disposizione in campo…

INTERVISTE – Ringhia Pattarini: “Questa società trasmette sicurezza, determinato a fare bene”

Manuel Pattarini è pronto a ringhiare sul campo da calcio con la maglia del Melzo, ma non per similitudini o aspirazioni alla Gennaro Gattuso (il famoso ex “ringhio” rossonero degli anni vincenti), ma perchè negli amici animali ha ritrovato una passione extra-pallone che lo aiuta poi a concentrarsi meglio.

“I cani sono una passione fuori dal contesto calcio, una passione che sento e vivo con tutta la mia famiglia. Fortunatamente abbiamo parecchio spazio e voglia per accudirli”, dice il giocatore biancazzurro.

Rimasto a Melzo anche per la prossima stagione, Pattarini ha avuto subito sensazioni positive dal nuovo corso societario che si è insediato da poco: “Sicurezza e organizzazione, sono le prime parole che mi vengono in mente. Nulla contro la vecchia società, ma l’organizzazione è la cosa principale in tutto. Se c’è quella, tutto il resto viene facile”.

In campo molti lo hanno conosciuto nella scorsa stagione, ma comunque Manuel si racconta così nelle vesti di calciatore: “Sono un giocatore di temperamento, do tutto, e cerco di aiutare la squadra al meglio delle mie possibilità. Mi reputo un giovane veterano diciamo, parlo e aiuto parecchio dialogando con i compagni”.

“Immagino che l’anno prossimo potrà insorgere qualche difficoltà a livello fisico – prosegue -, ma seguiremo passo dopo passo il mister che saprà aiutarci e prepararci al meglio”.

Pattarini ha poi in chiaro alcuni suoi obbiettivi: “Non ho particolari sogni nel cassetto imminenti, piuttosto preferisco pensare a qualche sassolino da togliermi dalla scarpa e sono parecchio determinato a fare bene”.

Con la speranza che vittorie e gioco possano riavvicinare ancor di più la gente di Melzo alla squadra della propria città: “Bisogna divertire la gente con prestazioni importanti, il calcio è questo – conclude Pattarini -. Una persona si diverte e guarda volentieri qualsiasi partita, che sia di Serie A o come nel nostro caso di Terza Categoria. Spetta a noi convincerli”.

INTERVISTE – Riflessione Pettina: “Calcio metafora della vita. Vince chi non molla mai”

“Questa stagione sarà diversa, c’è aria di cambiamento. Penso che siamo nelle mani di chi può fare del bene per questa società. Ovviamente noi giocatori siamo una pedina importante e dovremo fare altrettanto bene per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati”.

Parola di Lorenzo Pettina, difensore classe 1997 che il nuovo corso Melzo ha confermato in rosa anche per la prossima stagione.

Un campionato turbolento quello passato, “congelato” dal Covid-19, che però bisogna mettersi alle spalle: “L’anno scorso penso che avevamo i giocatori giusti per salire di categoria, eppure abbiamo avuto un piazzamento di metà classifica. Il calcio non ti da estreme certezze”, prosegue Lorenzo.

Che prosegue così la sua riflessione personale in senso metaforico: “Penso che il calcio sia una delle più grandi sfide della vita, fatta sia di emozioni che sofferenze, in cui ognuno deve tirare fuori il meglio di se. Non esistono scuse in uno sport come questo: vince chi non molla mai, chi non smette di crederci, chi non si tira indietro e chi ad ogni sconfitta non tira fuori scuse per giustificarsi”.

“Fuori dal campo? Mi reputo una persona educata, rispettosa e socievole. Non mi piace scontrarmi e cerco sempre la migliore risoluzione a tutto”, dice Pettina.

Ma sul rettangolo da gioco, con un pallone tra i piedi e la maglia biancazzurra del Melzo, le cose cambiano: “Sono un giocatore che non si da mai per vinto. Sono testardo, combatto e sopratutto corro fino a quando l’arbitro non fischia la fine. Non mi arrendo mai e sono il primo che tira fuori la cattiveria agonistica dei miei compagni affinché facciano del loro meglio – conclude Pettina -. Amo scappare sulla fascia in fase offensiva ma sono anche bravo a difendere la mia porta. Ogni partita mi pongo sempre l’obbiettivo di aiutare al meglio la mia squadra”.

E allora arrivederci, per l’ennesimo anno, al Buozzi Stadium.

INTERVISTE – Cuore Parasporo: “Lavoro di squadra fondamentale, in campo e nella vita”

Sarà difficile quest’anno per mister Milazzo scegliere di volta in volta il portiere titolare, dato che in quel ruolo la qualità si fa sentire.

Stefano Parasporo parte a fari spenti, ma è consapevole che potrà giocarsi le sue carte: “L’obbiettivo mio personale è sicuramente quello di tornare ad uno stato di forma ottimale, dato che sono stato fermo per problemi personali. Una volta raggiunto questo step, voglio dare il 110% per aiutare la squadra e cercare di mettere in difficoltà mister Milazzo ogni domenica sulla scelta del portiere titolare”.

Il nuovo Melzo parte con un gran numero di calciatori nuovi, di cui il portiere biancazzurro si è fatto finora questa idea: “Ho avuto l’impressione di essere circondato di tanti ottimi giocatori e da un ottimo staff – racconta Stefano -. Ho ambizioni molto alte, sono una che punta sempre a dare il massimo e spero di aiutare la squadra a raggiungere la vetta”.

Ma come si fa diventare un portiere da piccolo? Ci nasci in quel ruolo, o ci vieni messo da qualcuno? “In realtà nessuna delle due opzioni – prosegue Parasporo -. All’età di 6 anni stavo facendo un torneo con la squadra dell’oratorio e ai rigori ero l’unico che voleva andare in porta. Ho parato due tiri dal dischetto e devo ammettere che mi trovai a mio agio. Da li in poi non sono più uscito, mi sono innamorato sempre più di quel ruolo”.

Con quali caratteristiche deve convivere un buon portiere? “Diciamo che oltre alle indubbie qualità tecniche che vengono chieste, a mio parere la differenza la fa la testa di ognuno. Se non hai la concentrazione giusta e la tranquillità di stare lì da solo contro tutto e tutti, la tecnica che puoi avere viene inevitabilmente meno”.

Il nuovo estremo difensore del Melzo si racconta così in campo: “La mia qualità migliore penso sia un misto fra la reattività nei tiri ravvicinati e il posizionamento – dice Parasporo -. Nonostante la mole non mi renda magari agilissimo, sono sempre riuscito a coprire tutta la porta e disimpegnarmi bene”.

Idee chiare anche fuori dal campo: “Mi reputo un ragazzo tranquillo, mi piace uscire con gli amici, stare con la mia ragazza e andare a giocare a calcetto con gli amici appena posso. Nel poco tempo libero studio per laurearmi in biotecnologie mediche. Diciamo che mi do molto da fare, sono uno a cui piace sempre fare qualcosa e vado sempre a tremila all’ora. Umile e generoso ma a volte anche molto testardo. Pretendo sempre il massimo da me stesso e dagli altri”.

L’aspetto lodevole del ragazzo Stefano Parasporo è anche l’impegno come autista soccorritore, da cui prende un interessante spunto di analogia con il calcio: “Si esatto faccio parte della Croce Bianca di Milano da ormai quattro anni e in effetti ci sono vari punti in comune. In primis il lavoro di squadra che è fondamentale: bisogna imparare i pregi e i difetti dei compagni e adeguarsi di conseguenza come in campo. La praticità nel servizio è un po’ come l’allenamento, non bisogna mai sottovalutarlo perché nei momenti più importanti si fa vedere la mancanza – racconta -. Sicuramente una cosa che mi accomuna come portiere è che nelle situazioni più critiche bisogna mantenere il sangue freddo e la calma, questo condiziona anche chi ti sta attorno e così come su un servizio grave, credo che a paragone il portiere in una situazione difficile della partita debba riuscire a dare tranquillità a tutto il reparto difensivo e a trasmettere loro la calma per giocare al meglio e sentirsi più sicuri”.

In campo così come nella vita, ecco chi è Stefano Parasporo.